La pesca non è una scienza esatta

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This topic contains 21 risposte, has 14 partecipanti, and was last updated by  lu60 6 years, 9 months fa.

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  • #199281

    ^NONNOROBY^
    Amministratore del forum

    Al contrario della matematica, dove 2+2 darà sempre 4.

    Ci siamo talmente specializzati nello studio dell'andamento delle condizioni metereologiche da fare concorrenza ai più qualificati addetti del settore. Siamo diventati talmente bravi da poter preventivare il giorno esatto in cui organizzare la nostra battuta di pesca con precisione assoluta, tanto da concordare per quel giorno un permesso con il nostro datore di lavoro. Sicuri del nostro successo, ci presentiamo puntualissimi allo spot che con tanta cura abbiamo selezionato tra i più indicati.

    Abbiamo preparato la nostra attrezzatura con cura maniacale, abbiamo controllato e ricontrollato più volte sia l'attrezzatura che il contenuto del nostro zaino, la nostra esca è freschissima e vitale: con calma svolgiamo le nostre canne, non c’è fretta, perché il successo è assicurato dai nostri approfonditi studi. Lanciamo le nostre esche e ci mettiamo vigili in attesa, perché le prime abboccate non tarderanno ad arrivare. Osserviamo il mare, presenta proprio le condizioni ideali che avevamo preventivato, il vento è proprio quello, la marea è quasi al suo culmine. Il nostro sguardo passa ai cimini, perché da un momento all’altro segnaleranno le prime mangiate…

    Ma le ore passano inesorabili senza avvertire la minima toccata. Cominciamo a ripassare mentalmente gli studi fatti a tavolino nei giorni precedenti per cercare di capire dove abbiamo fatto l’eventuale errore, ma non ne troviamo, ed infatti le condizioni meteo-marine dello spot sono esattamente quelle preventivate. Ricontrolliamo più volte le nostre esche, ma sono perfettamente vitali come al momento dell’innesco. Ma perché il pesce non mangia? Eppure abbiamo eseguito con scrupolo ogni minimo dettaglio, i nostri studi sono stati perfetti. Allora, perché?

    Semplice: perché la pesca non è una scienza esatta. In questa attività, la casualità si ritaglia una fetta di riguardo.

    Uno dei tanti giorni che io ed i miei amici e compagni di pesca ci trovavamo sul nostro solito pontile in attesa che arrivasse l'ora fatidica per insidiare la spigola, notammo un ragazzo sui 15-16 anni che, lentamente e a sguardo chino, procedeva lungo la banchina chinandosi ogni tanto a raccattare qualcosa. Lo guardammo distrattamente, anche perché di per se il fatto non aveva alcunché di rilevante. Lo vedemmo dirigersi verso il fondo del pontile e sedersi sul bordo della banchina e da quel momento non badammo più a lui.

    Il tramonto stava per arrivare e cominciammo a rovistare nei nostri zaini per selezionare quella lenza che nel pomeriggio, a casa, avevamo ripreparato con cura sostituendo l’amo con uno nuovo di zecca e ripassando ogni centimetro del filo alla ricerca della anche pur minima sbavatura. Dopo di che ci mettemmo a sezionare con precisione chirurgica le nostre freschissime sardine in tocchetti adatti ai nostri ami.

    Il sole era tramontato da neanche mezz’ora che dal fondo del pontile arrivò ad altissima voce la richiesta concitata: <<Coppo! Coppo!>>. Era, questa, la parola chiave con la quale tutti i frequentatori del pontile, per consuetudine, chiedevano l’intervento col ‘coppo’ (guadino) di qualche altro pescatore per guadinare la preda, quando questa era di una certa mole (erano tempi in cui ci si dava ancora una mano l’un con l’altro, pur conoscendosi anche solo di vista…). La richiesta di aiuto proveniva dal ragazzo di prima, che doveva aver agganciato un bel pesce perché quelli di taglia media venivano semplicemente sollevati di peso.
    Si precipitò il più vicino di noi, che in breve guadinò una spigola sui 3 kg. Come sempre accadeva in questi casi, facemmo capannello intorno al ragazzo per congratularci con lui (ed anche per 'spiare' come aveva preparato il terminale, anche se del tutto inutile, perché allora tutti gli 'spigolari' preparavano il terminale in modo del tutto identico, però non si sapeva mai…). Dopo aver osservato la lenza, ci guardammo in faccia basiti: quel ragazzo aveva preparato una decina di metri di lenza… annodando tra loro vari spezzoni e spezzoncini di nylon, vi aveva legato un amo arrugginito ed aveva escato una testa rinsecchita di sardina, tutto quanto raccattato sul pontile. Come piombo aveva legato un piccolo sasso!

    Per quella sera fu l’unica spigola a saltar fuori. Quando, al momento di andarcene, il mio amico Osvaldo terminò di riavvolgere la lenza nel sughero, all'improvviso la lanciò violentemente in acqua accompagnandola con un sonoro <<Ma vaff'an…..>>.

    Eh, si, la pesca non è decisamente una scienza esatta… <xcalabria>x<

    #331264

    ^PEPPINO^
    Amministratore del forum

    Roberto, quello che affermi, è vero, perchè "in mare" niente è dato per scontato!
    La pesca NON è una scienza esatta, però ci si avvicina molto.
    Mi spiego.

    L'esperienza, le condi-meteo, l'attrezzatura, le esche, etc. non sono fattori trascurabili (e non solo nella pesca) e, alla lunga fanno la differenza.
    Mi piacerebbe sapere quanti altri pesci (oltre a quello), il ragazzo ha preso.
    Sicuramente pochi o addirittura nessun altro.

    Quello che è capitato quel giorno, è una pura casualità e come ben sappiamo, le casualità si ripetono molto raramente.
    Vedi caro Roberto, è vero che la pesca non è una scienza esatta, ma chi la "studia", sicuramente, ha moltissime probabilità in più di chi va a pesca a "casaccio".

    #331265

    Luccoluccion
    Partecipante

    Ciao ragazzi,
    Io concordo con entrambi tante' che penso che per essere dei grandi pescatori sia indispensabile la presenza di 2 fattori: una grandissima preparazione teorica e tecnica accompagnata da una grande abbondanza di fattore c….
    Vi racconto brevemente una mia esperienza di qualche anno fa:
    Vado a spinare in una spiaggia dove in precedenza qualche spigola oltre il kg ero riuscito a tirarla fuori; c'erano altri pescatori che pescavano a fondo ma nessun risultato per un bel po'……….io continuo a lanciare ed a spostarmi e nel frattempo mi si avvicina un omone che mi fa' la domanda di rito: preso qualcosa?…..io lo guardo sconsolato e dico di no……faccio una piccola pausa e do un' occhiata alla sua attrezzatura: l' omone mi spiega che la sua era una canna da " sprizz "…..montava un mulinello vecchissimo da pesca all' inglese ed aveva un unico artificiale bianco dei cinesi già montato…..
    Lo saluto e continuo a pescare…..era ormai il tramonto e nn volevo perdere tempo; continuo a spostarmi ed a lanciare e con la coda dell' occhio di tanto in tanto guardavo in lontananza il tipo che sfoggiava una tecnica di lancio a dir poco discutibile.
    …..improvvisamente sento una botta……ferrata e breve combattimento che mi regala un aluzzo di modeste dimensioni, i pescatori a paf erano tutti ancora all' asciutto e un po' ero gratificato visto che ero stato l' unico a tirar fuori qualcosa in quella che sembrava la classica giornata storta.
    ….si prosegue nella calma piu' totale tante' che aveva fatto buio da un pezzo e gia' avevo in mente di fare gli ultimi lanci per poi raccogliere la canna ed andare a casa; e' in questo momento che vedo la sagoma dell' omone avvicinarsi nell' oscurità……in una mano aveva la canna da sprizz e nell' altra una spigola di 3,5 kg…………..
    Mi congratulai con lui…….ma dentro di me in realtà rosicavo parecchio…..mi disse che era la prima volta, ed intanto avevo fatto i bagagli per tornare a casa……….dovevo digerire il boccone amaro!
    ….lo incontrai un paio di settimane dopo nello stesso spot…..dopo quella cattura teneva sempre la sua canna da sprizz in macchina e non appena aveva un secondo di tempo libero andava a lanciare; lo salutai e chiesi come andava……..e lui mi rispose che dopo quella volta aveva avuto in canna 3 bei pesci…..ma di non esser riuscito nella cattura di nessuno dei tre……..
    ….gli dico che nello spinning può capitare…..ed ora penso che con un po' di esperienza  in piu' forse avrebbe ottenuto risultati migliori.
    …..a presto!

    #331266

    ^OLTREMARE^
    Partecipante
    Quote:
    …………… è vero che la pesca non è una scienza esatta, ma chi "studia", sicuramente, ha moltissime probabilità in più di chi va a pesca a "casaccio".

    Questa affermazione è da incorniciare, specie per quanto riguarda alcune discipline in cui, se si lascia il tutto all'improvvisazione, si rischia di non aprire nemmeno le canne. Per quanto riguarda il surfcasting ho sempre predicato che studio e pianificazione sono alla base di tutto, ma anche le altre discipline dovrebbero seguire lo stesso passo. Se poi i risultati, come spesso accade, non arrivano, saremo meno incacchiati perché non avremo lasciato nulla al caso.

    #331267

    ^MANUSPIN^
    Partecipante

    Certamente le considerazioni fatte sono tutte veritiere; a chi non è capitato di assistere a qualche situazione identica a quella raccontata da Nonnoroby? Io ne ho viste tante. Come ha detto lui, casualità e fortuna possono essere un fattore determinante…a volte. Infatti, come ha sottolineato Peppino, alla lunga la strategia che paga meglio è quella del pescatore "scienziato"; 9 volte su 10, ma anche di più, chi pesca con attrezzatura adeguata e nelle condizioni meteo-marine più adatte farà meglio di chi pesca a casaccio.
    Personalmente, in questi ultimi anni credo di aver esagerato con i comportamenti da pescatore "scienziato", addirittura tante volte ho risposto con un sorriso a chi mi invitava a fare una pescata in condizioni non proprio ottimali e con tecniche approssimative o inadatte…e qualche volta ho avuto torto.
    Perciò voglio ringraziare Nonnoroby che con questo simpatico aneddoto ci ha ricordato che spesso siamo troppo fissati…e domani a mezzogiorno, con acqua chiara e 37 gradi vado a farmi una bella spinnata a spigole con i popper  <xcalabria>x<

    #331268

    ^PEPPINO^
    Amministratore del forum

    Ringrazio anch'io Roberto per aver aperto questo bel topic  numero 1

    Quote:
    domani a mezzogiorno, con acqua chiara e 37 gradi vado a farmi una bella spinnata a spigole con i popper  

    E chi te lo dice che non tornerai a casa con una bella regina? In mare niente è scontato!
    Scherzando hai fatto un esempio di come a volte può capitare qualcosa che non è nelle "regole" (vedi racconto di Roberto).

    Parlando in percentuale, (da "studioso" del mare quale sei) sai benissimo che avresti meno dello 0,01% di beccare una bella regina (quindi so che non andrai a spigole ma semmai a serra/leccia). <xcalabria>x<

    Ma se andiamo a spinnare con mare in scaduta (e non calmo e acqua chiara) temperatura fredda (e non a 37 gradi) e con un artificiale da spigola un pò più "canonico" (e non un popper) e una buona/leggera attrezzatura che ci faccia spinnare senza troppa fatica, la percentuale di successi sale vertiginosamente.

    #331269

    MAXFISH
    Partecipante

    Io dico anche che chi abita vicino a spots di pesca in mare ha molti vantaggi concreti. Infatti anche chi ha una tecnica approssimativa e un'attrezzatura mediocre, se si trova nel posto giusto al momento giusto riesce a fare belle catture, senza considerare la possibilità di andare a fare i classici due lanci dopo il lavoro o dopo cena o quando si vuole. Chi abita lontano dal mare, deve pianificare tutta la pescata prima e magari pregare che le condizioni meteomarine del sabato o della domenica rientrino in una scaduta o che magari non ci sia troppo vento o pioggia. Inoltre la variabile dovuta alla casualità nella pesca è un fattore che mi piace e che la rende democratica, non essendo la pesca una scienza esatta, i "convintoni" dell'attrezzatura sempre all'avanguardia e possessori dell'ultimo ritrovato tecnologico applicato alla pesca, a volte vengono surclassati dal nonnetto con la canna del 900 ma con quintali di esperienza.

    #331270

    ^NONNOROBY^
    Amministratore del forum
    Quote:
    Vedi caro Roberto, è vero che la pesca non è una scienza esatta, ma chi "studia", sicuramente, ha moltissime probabilità in più di chi va a pesca a "casaccio".

    Naturalmente, Peppino!
    Ed infatti la morale della favola non vuole essere negativa, tutt'altro!
    Ho descritto la cura maniacale che molti mettono nella preparazione di una battuta di pesca proprio per evidenziare come in questa attività, anche se è solo un passatempo, nulla deve essere lasciato al caso. A meno di non essere appassionati di meteorologia, chi studia a fondo le condizioni del tempo per preparare una battuta di pesca non lo fa certamente perché non ha niente di meglio da fare, ma solo perché ha sperimentato che quelle condizioni sono quelle ideali per avere maggiori probabilità di successo, tanto da chiedere addirittura una giornata di permesso al suo datore di lavoro. Per arrivare a questo, ha sicuramente sperimentato che tutte le volte che si è ritrovato a pescare in queste condizioni ha sempre fatto delle buone pescate, ne ha fatto tesoro e da quel momento si è messo a 'studiarle' proprio per non affidare al caso le sue uscite a pesca.
    Poi se in quel giorno gli va buca, pazienza: sarà solo un'eccezione che conferma la regola.
    Come per quei pescatori del pontile, che mettevano tanta cura nel preparare e controllare le loro lenze e nel sezionare come chirurghi la sardina freschissima: è evidente che era quella la via da seguire, altrimenti tanto valeva trascurare l'efficienza delle lenze ed escare sardina rinsecchita. Anche in questo caso, l'episodio del ragazzo non è altro che un'eccezione che conferma la regola.

    Questo non toglie che episodi di casualità a pesca se ne presentino di svariati, ma il mio non vuole certamente essere un invito ad andare a pescare a casaccio, se è stato interpretato in questo modo: sarebbe infatti in forte contrasto con tutti i suggerimenti che ho sempre elargito nel forum <xcalabria>x<
    Voleva solo essere un'introduzione al curioso episodio capitato a quel ragazzo.

    A proposito di quel ragazzo: io ed i miei amici gli regalammo ciascuno una o due lenze e materiale di ricambio. Divenne la mascotte del gruppo ed in breve anche un temibile ed abile 'concorrente'. Oggi Stefano è il proprietario del negozio di pesca presso cui ci serviamo…

    #331271

    ^SURFMASTER76^
    Partecipante

    Molto bella la storia raccontata da Roberto, ma a mio avviso bisognerebbe fare un distinguo fra "hobby" e "passione". Mi spiego meglio. Probabilmente Stefano, il protagonista del racconto, quando pescò quella meravigliosa Regina, praticava la pesca come un hobby, quindi senza dare molta importanza alla lenza o all'esca da utilizzare. Con il tempo il suo hobby si sarà trasformato in passione e a quel punto, presumo, che anche lui abbia iniziato a curare di più le sue lenze, avendo la consapevolezza di ciò che poteva allamare da quella banchina.
    Ritengo che la passione generi inevitabilmente fame di conoscenza e spinga chi ne è affetto a studiare il mare ed i suoi abitanti, le loro abitudini in funzione delle condizioni meteo marine, a dare importanza ad ogni aspetto della battuta, a confezionare decine e decine di calamenti per non trovarsi mai impreparati … tutto ciò con gioia e senza mai rappresentare un peso.
    Talvolta mi ritrovo a chiaccherare con alcuni amici che, ahimè, hanno abbandonato la pesca, perché a dir loro, oberati da impegni lavorativi e familiari, e comprendo ancor meglio quanto il mio amato hobby sia diventato una passione poiché, naturalmente, anch'io devo far fronte a lavoro e famiglia, ma nell'arco della settimana riesco sempre a trovare un ritaglio di tempo, molto spesso la notte, per "curare" la mia cassetta ed evitare di giungere impreparato sullo spot.
    Ovvio poi che, nonostante tutti i preparativi e le migliori intenzioni, molte volte la battuta vada proprio come descritto da Roberto, a conferma del fatto che a pesca non esistono regole certe, ma perlomeno

    Quote:
    saremo meno incacchiati perché non avremo lasciato nulla al caso.

    numero 1

    #331272

    tiburon88
    Partecipante

    Nella pesca la pianificazione e lo studio delle possibili variabili che influenzano la pescata sono cose molto importanti. così come importante è l' esperienza e la pratica diretta sul campo che ci permette di fare il salto da una condizione di "studiosi teorici" a "pescatori pratici".

    A mio avviso ancora più importante dello studio teorico è proprio la frequentazione delle spiagge il pescare assiduamente per più ore. giorni, mesi, anni possibili.

    Le casualità poi rappresentano un discorso a parte, di questi periodi scendo molto al mare pratico la pesca col vivo che ad essere sincero mi ha regalato più amarezze che gioie(l' ultima ieri, 10 mormore di pezzatura media sui 200/300 più due leccie stella di buona dimensione, la metà di questi pesci innescati l' altra metà portati vivi da mattina presto a notte fonda in attesa di un poco di fortuna ma nulla…..vabbè…), di questi periodi è facile incontrare il pescatore occasionale, ebbene io ne ho incontrato dei più disparati ultimamente, che pescano con attrezzature da 20 euro, senza la minima cognizione calano il vivo in acqua, recuperano il pesce stile tiro alla fune e magari devi anche avvisarli che al loro amo è da 10 minuti che un serra cerca di liberarsi….eppure tu che segui tutte le accortezze del caso con attrezzature da centinaia di euro resti a guardare…..In parole spicciole, sono convinto che la fortuna giochi comunque un ruolo importante nella pesca ma a lungo andare voglio convincermi che la costanza e lo studio paghino.

    Saluti-

    #331273

    ^DARIOCRETA^
    Partecipante

    Secondo me sono veri entrambi i discorsi, nel senso che la casualità è molto importante nella pesca, ma è decisiva anche la pianificazione, direi quasi scientifica dell'attrezzatura. Nello spinning, disciplina che pratico, la tecnica è tutto, direi: l'attrezzatura deve essere pertinente, adatta alle prede da insidiare, capace di forzare se necessario la preda e di resistere alle sollecitazioni, ovviamente previa bravura ed esperienza dello spinner, che si acquisisce col tempo. Andare a serroni con un terminale dello 0,22 e un artificiale di 10 cm corrisponde ad un suicidio certo (taglio del filo); oppure andare a spigole e recuperare stile skipping lure equivale a sortire lo stesso risultato. Inoltre lo studio delle maree, delle fasi lunari, delle condizioni meteo, della conformazione dello spot di pesca sono altri elementi decisivi. Poi, certo, ho visto coi miei occhi tirar fuori una palamita di quasi 3 kili con una canna cinese, del nylon dello 0,30 senza terminale e con un artificiale di 10 cm con ancorette arrugginite. Questo per fortuna è l'aspetto romantico della pesca, che certe volte ti fa sclerare e certe volte esultare  <xcalabria>x< Direi riassumendo che secondo me se usi il vivo o comunque l'esca naturale,, l'elemento di casualità cresce (prendere una ricciola di 25 kili con una lenza a mano e un trancio di barracuda – anche questo visto coi miei occhi), se si passa alla pesca con artificiale (spinning, eging, shore jigging, VJ ecc.) secondo me diminuisce l'incidenza della casualità e aumenta la preponderanza dell'aspetto scientifico. Con questo ovviamente non voglio dire che la pesca con esca naturale non abbisogni di tecnica e di preparazione, tutt'altro, ma secondo me ha il vantaggio della presentazione – appunto naturale – dell'esca, rispetto all'artificiale che va lavorato come se…Ovviamente mi direte che ci sono le tecniche di innesco, la cura per i terminali ecc. Tutto vero, concordo. Diciamo che ci vuole preparazione, che la scienza aiuta ma che se non c'è il fattore  >w<calabria>w< (leggi casualità-destino-fato o come lo si voglia chiamare) finisce che passiamo le serate – come facciamo spesso io e Nek – a parlare, mentre spinniamo, di grassi marini, cuscinetti a sfera schermati, del nuovo trecciato della Daiwa, del nuovo artificiale della Seaspin, dell'importanza della girella o del moschettone, di si dice che sono arrivati i serra di 5 kili, di come sta tua moglie ecc. cioè praticamente si parla di…cappotti. Però il bello dello spinning è che mentre parli di belinate, senza aver visto neanche una bollata, all'improvviso ti può arrivare la botta della vita e devi essere pronto, con la tua esperienza, col sangue freddo, con l'attrezzatura adatta, con tutta la scienza che rimane di appoggio a noi poveri spinners.

    #331274

    crokicio
    Partecipante

    Le mie battute di pesca si basano su  2 cose..La voglia di pescare…
    e di stare  a contatto con la natura… ]]]]]**_
    in questi anni di pesca,parlo dello spinning,ho capito che tutto puo essere il contrario di tutto..Faccio un esempio sulla mia esperienza,leggendo su vari forum,e da molti consigli dagli amici,tutti sono daccordo che i wtd sono artificiali da mare calmo,o leggermente mosso..e inefficaci con mare mosso..
    E bene io mi sono trovato a prendere serra con wtd con mare mosso,onde di 2 mt…e da allora baso le mie pescate solo sulla mia passione per pescare.. numero 1

    #331275

    Rivolo
    Partecipante

    Salve a tutti
    Sarà frutto del caso (ossia trovarsi nel punto e nel momento  giusto), ma ho aperto questo topic per curiosità e ne sono rimasto subito coinvolto.
    Concordo nel modo più completo con l’intervento di “lu60” e, se possibile, lo vorrei rinforzare.
    Che tutto “debba essere perfetto” è una regola generale di qualunque lavoro eseguito “a dovere” ha alle spalle; attrezzi sbagliati, rovinati od inadeguati, rendono tutto più difficile ed il risultato insoddisfacente.
    Naturalmente non parlo solo delle critiche di un eventuale “committente” del lavoro ma, soprattutto, delle critiche che facciamo a noi stessi quando osserviamo il risultato del nostro “scadente” lavoro.
    Quindi concordo sulla qualità dell’attrezzatura e l’esatto equilibrio di tutti i componenti che realizzano la nostra passione, per poter garantire … cosa però? …. che, le probabilità di arrivare al risultato desiderato (nel nostro caso parlo naturalmente della cattura :-) ), siano prossime alla certezza.
    Io credo che la forza di questa convinzione debba arrivare a farci ritenere che se la giornata è andata “storta”, non è per qualche cosa che non abbiamo fatto o qualche valutazione incompleta ma, semplicemente, perché quel giorno i nostri insidiati erano altrove o semplicemente non erano dell’ “umore” giusto per cadere nel nostro inganno.
    Perché sono pesci, ma non sono stupidi … od almeno … non tutti :-). Sono a casa loro, conoscono e vedono  quel mondo in un modo diverso da noi ma ci si muovono altrettanto bene come facciamo noi nel nostro; gli sciocchi vivono tranquillamente anche nella nostra realtà, si fanno abbindolare da lustrini colorati e  sirene (ne hanno tutto il diritto) e quindi non ci vedo nulla di strano nel fatto che una spigola di misura (quindi di età e di esperienza) possa cadere nel tranello improvvisato di qualcuno pur avendo passato la vita ad evitare, con abilità sorprendente, le insidie di anni di agguerriti pescatori.
    La botta del co***** , come si dice dalle mie parti, può capitare a tutti, anche ai più accorti e, se capita a noi umani “evoluti e colti” come umani, non mi sorprende affatto che capiti ad una bella e “povera” spigola evoluta e colta, aggiungerei,  … come una spigola.
    Non getto certo via la mia attrezzatura per questo, ho avuto anche io le mie sorprese (oggi le chiamo anche io le mie “botte di cu**) quando, nonostante la mia totale inesperienza,….. ho catturato ugualmente pesci che ne avevano, probabilmente, meno di me (l’alternativa e che debba pensare che anche i pesci pensino spesso ed a volte pratichino il suicidio :-) )!!
    Questo è tutto, la pesca forse non è una “scienza esatta” nel uso classico che si fa di questo termine, ma sicuramente è un’arte prossima all’esattezza e continuamente migliorata da apporti, contaminazioni ed ibridazioni che convergono da più fonti e che l’informazione diffusa (internet ne è il massimo esempio) ci permette di condividere su più livelli.
    Io stesso pratico più “rami” della nostra passione, ed in ognuno  “trasferisco” quanto imparato e sperimentato positivamente negli altri per scoprire se funzionano (li integro) o meno (li scarto).
    Non è certo la/le giornata/e nere che mi fanno desistere, penso già a come diventare più ”furbo” la prossima volta, quando tornerò con rispetto ed ammirazione …. ad insidiarli a casa loro.
    Grazie per l’attenzione.

    #331276

    Eugenio68
    Partecipante
    Quote:
    Io dico anche che chi abita vicino a spots di pesca in mare ha molti vantaggi concreti. Infatti anche chi ha una tecnica approssimativa e un'attrezzatura mediocre, se si trova nel posto giusto al momento giusto riesce a fare belle catture, senza considerare la possibilità di andare a fare i classici due lanci dopo il lavoro o dopo cena o quando si vuole.

    CONCORDO.
    In effetti chi abita lontano dal mare ed ha pure il tempo limitato è in netto svantaggio rispetto a chi ci abita vicino.
    Questo elemento fa pure la differenza.

    #331277

    ^NONNOROBY^
    Amministratore del forum

    Eppure nonostante io abbia sempre avuto una cura maniacale dell'attrezzatura, abbia sempre preparato i calamenti secondo i migliori canoni, abbia applicato i migliori algoritmi matematici, abbia letto testi universitari di biologia marina, di psicologia animale, di fisica applicata agli elementi marini e persino di filosofia piscatoria, ho accumulato tanto di quei cappotti che se dovessi solo elencarli saturerei in un attimo il server del forum  <xcalabria>x<

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