la costruzione delle lenze

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This topic contains 18 risposte, has 4 partecipanti, and was last updated by  ^OLTREMARE^ 6 years fa.

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  • #201792

    m8atte8o
    Partecipante

    Salve a tutti, volevo condividere con voi più esperti alcuni dubbi che riguardano i principi di una spallinatura della lenza sia all'inglese che alla bolognese.
    Molto spesso ho notato nei diversi articoli si da un pò per scontato questa procedura che a mio parere è importantissima, oltre che ad una buona pasturazione. Nelle diverse montature in giro per il web e sui diversi articoli di giornale vengono proposte a schemi fissi spallinate, ma senza spiegare il perchè viene costruita in questo modo , come si comporterà in acqua, perchè il piombino più pesante in quella determinata posizione ecc…
    Quando arrivo al mare è come se mi mancassero quegli elementi di traduzione di una determinata situazione fatta di mare, corrente trasformate poi in una montatura. Potete aiutarmi?

    #341084

    ^OLTREMARE^
    Partecipante

    Ciao Matteo, hai avviato una bella discussione e ti anticipo subito che occorrerebbe un'enciclopedia per esaurire la materia. Nel frattempo ti consiglio di leggere i vari topic presenti in questa board e vedrai che troverai già una buona dose di risposte. In linea di massima la piombatura si differenzia in base al tipo di pesce che si cerca di insidiare, in base allo spot che stiamo affrontando ed alle condizioni meteomarine presenti e spesso addirittura è il frutto della coordinazione di questi elementi. Pertanto, ad esempio, se avremo una corrente poco pronunciata potremo ricorrere ad una serie di piccoli pallini equamente distribuiti; in presenza di forte corrente la piombatura sarà più concentrata e di maggior diametro. Se la corrente è più in superficie distanzieremo la piombatura dal galleggiante. Se insidieremo saraghi e grufolatori la piombatura scenderà verso il basso, per pesci a mezz'acqua o di superficie faremo l'opposto. Come vedi le variabili sono infinite e forse sarebbe il caso di concentrarsi su una singola fattispecie per volta. Io ti posso dire che personalmente mi sono tirato fuori da tutte queste "ingegnerie idromeccaniche" adottando la più semplice delle montature che offre la massima naturalezza all'esca: galleggiante piombato da inglese, piombatura attiva e passiva concentrata nelle sue vicinanze e basta. Il meccanismo per affrontare le diverse situazioni di cui sopra si affida alla dimensione della girellina che collega il terminale ed alla sua distanza dal galleggiante. In casi veramente hard 1-2 cm. di filo di piombo arrotolato sul terminale ed il gioco è fatto.

    #341085

    Pietro.on
    Partecipante

    Ciao, solitamente nella costruzione delle lenze si impiegano palline e torpille. La differenza nell'utilizzo di questi due elementi dipende dalle correnti del mare. Prova ad immaginare una situazione di forti correnti, in cui hai bisogno di concentrare un peso in un punto preciso,  evitando di far trasportare la lenza fuori dalla zona di pesca. Proprio in quella situazione si utilizzano torpille, o spallinata raggruppata.
    In condizione di corrente leggera, entra in gioco la spallinata distanziata, con pallini più grossi vicino il galleggiante per finire con quelli piccoli vicino la girella o nodo di sangue; ovviamente si tratta sempre di pallini molto piccoli. La combinazione di terminale lungo e spallinata distanziata, fa fluttuare la lenza nell'acqua offrendo naturalezza alla stessa.
    In queste condizioni, sarebbe sconsigliato mettete una torpilla  o pallinata raggruppata, poichè l'esca risulterebbe "appesa" ad una struttura rigida.
    Entra in gioco anche il fattore dell'entrata in pesca del galleggiante. Con la spallinata per esempio, esso entra progressivamente in pesca perchè la piombatura è distribuita su di un segmento maggiore della lenza. Mettendo la torpilla, entra subito in pesca quella parte che arriva fino alla zavorra stessa, il resto fa affidamento all'esca, per cui impiega più tempo per  raggiungere  la profonditá di pesca desiderata. Questa cosa puó ingannarti nel caso in cui ci siano dei pesci che mangiano durante la discesa dell'esca e  di conseguenza non avvertiresti il tocco.
    Spero di essere stato esaudiente nella risposta. In ogni caso, attendi sempre i consigli dei big perchè dalle loro esperienze imparerai altro.

    Pietro

    #341086

    m8atte8o
    Partecipante

    Grazie mille per le prime risposte. Più che da specie specifiche mi piacerebbe partire da situazioni meteo specifiche:

    Caso 1: FORTE CORRENTE IN SUPERFICIE

    2nak0mc.png

    mi sono ritrovato spesso a pescare in queste condizioni e vedere il galleggiante pattinare letteralemente sulla superficie non sapendo come comportarmi. E' una situazione che trovo spesso in un canale portuale dove li la corrente è molto veloce. Ho postato questo schemetto senza spallinatura mostrando come il galleggiante tira con se la lenza seguendo l'andamento della corrente. Bene, come risolvereste una situazione del genere? e soprattutto perchè la spallinereste in quel modo?

    #341087

    ^NONNOROBY^
    Amministratore del forum

    Bisogna tener conto di tre fattori:
    – lunghezza della canna
    – altezza del fondale
    – intensità della corrente

    Tra i vari tipi di zavorra, la spallinatura distanziata è quella che rende il terminale il più fluttuante fra tutti i tipi di piombatura del calamento, però richiede che i pallini siano distribuiti in un tratto di lenza la cui lunghezza varia dal metro al metro è mezzo. Di conseguenza, occupando un tratto così lungo, questo sistema necessita di una canna lunga (diciamo da 6 mt in su), tenendo conto che il bracciolo, già per se, è lungo da 1,5 a 2 mt. Utilizzando questo sistema su una canna corta, sarebbe molto difficoltoso recuperare il terminale e di conseguenza la preda.
    La spallinatura può essere fatta tutta con pallini dello stesso diametro, oppure con pallini che degradano dal più grosso (il primo dopo il galleggiante) al più piccolo (l'ultimo dopo il galleggiante).

    La torpilla si rivela efficace quando il fondale è molto alto (p.e. 10 mt) o, in fondali meno profondi, quando la corrente è sostenuta.

    La spallinatura a gruppi (bulk) di pallini ravvicinati è una via di mezzo tra la spallinatura distanziata e la torpilla: affonda più velocemente della spallinatura distanziata e meno velocemente della torpilla. E' preferibile su fondali medi (4-6 mt) quando la corrente è un pò veloce, ma non tanto quanto quella in cui si utilizza la torpilla. I bulk possono essere allestiti con pallini tutti omogenei, oppure con pallini differenziati.

    Per far fronte ad almeno due di queste situazioni, io mi porto sempre dietro due canne armate in due modi diversi, per poi utilizzare quella che, in quella determinata situazione, è la più adatta.

    1406409122.jpg

    #341088

    ^OLTREMARE^
    Partecipante
    Quote:
    Grazie mille per le prime risposte. Più che da specie specifiche mi piacerebbe partire da situazioni meteo specifiche:

    Caso 1: FORTE CORRENTE IN SUPERFICIE
    2nak0mc.png

    Ciao Matteo, anzitutto ti consiglio di leggere QUESTO topic che trattava lo stesso tuo problema.
    In questi casi occorre agire sul volume del galleggiante scegliendone uno di dimensioni maggiori e in materiale con peso specifico superiore alla plastica tipo la balsa. Seconda mossa è quella di allontanare la piombatura dal galleggiante e quindi dalla superficie dell'acqua.
    Ti faccio un paio di esempi pratici: ponendo di adoperare galleggianti inglesi (come faccio io), questa è la soluzione standard di cui parlavo nel mio precedente intervento.
    1406430148.jpg

    E questa è la soluzione per cercare di contrastare forti correnti di superficie.
    1406482979.jpg

    Come vedi si è passati da una penna in plastica ad un bodied con asta molto corta e la piombatura si è spostata dalle vicinanze del galleggiante alla girella, aumentando anche la distanza fra galleggiante e girella. Ovviamente se nello schema 1 adoperiamo ad esempio un galleggiante 3+1, nella seconda soluzione la portata dovrà essere molto superiore tipo 8+1 e più.
    Spero di essere stato sufficientemente chiaro

    #341089

    Pietro.on
    Partecipante

    Ma se si trova in quelle condizioni, con correnti in superficie, non sarebbe ideale un galleggiante a vela?

    Pietro

    #341090

    ^OLTREMARE^
    Partecipante

    Ciao Pietro, potrebbe essere un'idea. Il galleggiante a vela mi ha sempre incuriosito ed infatti tempo fa ne comprai uno. L'ho usato un paio di volte ed è stato un completo disastro ma bisogna considerare che oltre alla corrente in superficie il mare era piuttosto mosso. D'altronde bisogna considerare che è un galleggiante nato per le acque interne che non presentano i problemi di mobilità del mare. In condizioni di mare calmo penso che però, vista la sua struttura, potrebbe dare una mano a contrastare la corrente.

    #341091

    Pietro.on
    Partecipante

    Il nostro amico trova spesso quella situazione in un canale portuale…quindi non proprio a mare aperto. Potrebbe provare con qualcosa simile. Chissà! Ovviamente parlando solo di correnti superficiali. ;)

    Pietro

    #341092

    ^OLTREMARE^
    Partecipante

    Ho letto qualcosa sul web circa questo galleggiante e penso che il canale portuale possa essere uno dei migliori impieghi in mare. Caso risolto?  <xcalabria>x<

    #341093

    m8atte8o
    Partecipante

    2d1ti5i.png

    quindi se ho capito bene la torpilla e la spallinata posizionata in questa maniera dovrebbero contrastare come da disegno la corrente fermando la corsa del galleggiante? E' cosi giusto?..Naturalmente aiutandoci poi con un galleggiante, come suggeriva oltremare con la sua montatura, predisposto a questo tipo di lavoro.
    Guardando le montature di Nonnoroby mi veniva una domanda:
    Il fatto di adoperare un bulk o una torpilla per dare maggiore assetto alla montatura cambia cosi tanto? mi spiego meglio, come tu dicevi in termini di una lentezza in discesa del bulk rispetto alla torpilla (ma credo si stia parlando in termini di tempi molto vicini tra i due) le due montature fanno lo stesso identico lavoro mi pare di capire!? Parliamo di una questione di gusti quindi!?
      <xcalabria>x<

    per Oltremare:

    Le tue montature permettono quindi di contrastare nei due casi :

    corrente di superficie

    corrente di fondo

    non capisco però se è fissa o scorrevole.

    Altra questione:

    La spallinata la fate sulla lenza madre o su uno spezzone di lenza preparata precedentemente che poi viene attaccata ad una girella?..Perchè il problema è il non trovare le stesse condizioni il giorno successivo e modificare la spallinata rovinando la lenza o addirittura tagliandola. Vi posto un disegno per chiarire meglio:
    2nsxpc9.jpg

    #341094

    ^OLTREMARE^
    Partecipante
    Quote:
    quindi se ho capito bene la torpilla e la spallinata posizionata in questa maniera dovrebbero contrastare come da disegno la corrente fermando la corsa del galleggiante? E' cosi giusto?..Naturalmente aiutandoci poi con un galleggiante, come suggeriva oltremare con la sua montatura, predisposto a questo tipo di lavoro………………

    Esatto, ma tieni conto che non sono sempre dei sistemi risolutivi, il più delle volte sono palliativi. Puoi ben capire che per annullare certe correnti occorrerebbe un ferro da stiro in fondo alla lenza. Il mio punto di vista è questo (ovviamente supportato da riscontri di fatto): se abbiamo una forte corrente superficiale e usiamo una montatura con la piombatura (qualunque essa sia) posizionata vicino al galleggiante, la corrente inevitabilmente si impadronirà del peso facendo fare lo slalom anche al galleggiante. Se distanziamo la piombatura dal galleggiante, come nei due esempi del tuo disegno, ci sarà invece un rallentamento della corsa del galleggiante.
    Per quanto riguarda torpille e bulk, a parità di peso, c'è poca differenza, sono entrambe due zavorre concentrate che hanno la funzione di portare velocemente il calamento e l'esca verso il fondo. Ai fini del contrasto della corrente a mio giudizio non ci sono differenze.

    Quote:
    per Oltremare:
    Le tue montature permettono quindi di contrastare nei due casi :
    corrente di superficie
    corrente di fondo
    non capisco però se è fissa o scorrevole.

    No! La prima montatura è una tipica praticamente senza piombatura attiva che va bene in tulle le situazioni senza corrente (una corrente di fondo non farebbe arrivare l'esca in zona pesca). La seconda, quella col galleggiante nero, in sostanza è come le tue con l'unica differenza di non avere una piombatura raggruppata (preferisco non far scendere l'esca a peso morto), quindi un calamento adatto alle correnti di superficie.

    Quote:
    Altra questione:
    La spallinata la fate sulla lenza madre o su uno spezzone di lenza preparata precedentemente che poi viene attaccata ad una girella?..Perchè il problema è il non trovare le stesse condizioni il giorno successivo e modificare la spallinata rovinando la lenza o addirittura tagliandola. Vi posto un disegno per chiarire meglio:

    Personalmente a fine pescata elimino sempre tutto perché i piombi rovinano comunque il filo, specie quello sottile che utilizziamo in questa tecnica. Io non adopero travi, cioè adotto la soluzione del disegno 1 e per una ragione semplicissima: in questo caso hai solo due nodi sulla lenza nel secondo caso avresti quattro nodi. Ad ogni modo se utilizzi piombini inglesi o comunque di piombo tenero puoi spostarli e levarli dalla lenza con meno problemi per quest'ultima.

    #341095

    m8atte8o
    Partecipante

    Grazie mille per le risposte…sto iniziando a capirci qualcosina. Se volessimo parlare invece solo ed esclusivamente di montature all'inglese mi pare di capire che i principi sono li stessi ma il tutto viene ridotto a meno elementi per comporre ad esempio una spallinata (ho visto delle spallinate con 15- 25 pallini e credo che lanciare montature del genere creerebbe un gran casino). Sbaglio?

    #341096

    ^OLTREMARE^
    Partecipante

    Personalmente ritengo che fra montature per bolognese e per inglese non vi siano enormi differenze se non quelle specifiche per la tipologia di galleggiante che ciascuna delle due tecniche adotta. Tutto il resto si riconduce alla necessità di presentare l'esca nel modo più naturale possibile nelle condizioni che di volta in volta ci troviamo davanti. In sostanza non è che nella pesca all'inglese si facciano le cose in maniera più semplice. Se si adopera una spallinatura del tipo che hai visto tu, magari con dei piombini infinitesimali, l'obiettivo è quello di contrastare la forza dell'acqua ma allo stesso tempo dare naturalezza all'esca facendola scendere molto lentamente. Se invece utilizziamo lo stesso peso ma distribuito su un minor numero di piombini di dimensioni maggiori avremo lo stesso il contrasto dell'acqua ma l'esca scenderà molto più velocemente. I problemi sul lancio possono nascere anche con un solo piombino: il tutto sta nell'armonizzare il lancio stesso eseguendolo in progressione e senza manovre brusche e bloccare il filo con un tocco sulla bobina del mulinello quando il galleggiante sta per toccare l'acqua.
    Ciao

    #341097

    ^NONNOROBY^
    Amministratore del forum
    Quote:
    Guardando le montature di Nonnoroby mi veniva una domanda:
    Il fatto di adoperare un bulk o una torpilla per dare maggiore assetto alla montatura cambia cosi tanto? mi spiego meglio, come tu dicevi in termini di una lentezza in discesa del bulk rispetto alla torpilla (ma credo si stia parlando in termini di tempi molto vicini tra i due) le due montature fanno lo stesso identico lavoro mi pare di capire!? Parliamo di una questione di gusti quindi!?

    Ciao Matteo, scusa il ritardo della risposta.

    Si, tra il bulk e la torpilla i tempi di discesa sono abbastanza simili, tenendo comunque presente che nella torpilla la massa è concentrata in un unico piombo e che il baricentro è tutto spostato in basso, al contrario del bulk dove la massa è sparsa in più piombi ed il baricentro si trova ben più in alto di quello della torpilla, e quindi la torpilla ha una discesa più veloce verso il fondo.
    Ma a prescindere da questo, è il comportamento del terminale in presenza di corrente che si differenzia nettamente. Nella figura, il terminale 1 è armato con pallini sparsi, il terminale 2 è armato con pallini posizionati a 'bulk' ed il terminale 3 è armato con una torpilla.
    A parità di intensità di corrente, il bracciolo del terminale 3 lavorerà a 25 cm dal fondo, quello del terminale 2 a 50 cm dal fondo e quello del terminale 1 a 100 cm dal fondo.
    Queste misure non sono avviamente reali, le ho indicate solo per evidenziare come, a parità di intensità di corrente, i tre braccioli lavoreranno ad altazze differenti.
    Pertante il terminale 1 sarà più indicato per i pesci che mangiano all'altezza 'A', il terminale 2 per quelli che mangiano all'atezza 'B' ed il 3 per quelli che mangiano vicino al fondo.
    Il terminale 3 sarà quindi quello che contrasta meglio l'intensità della corrente, il terminale 1 quello che la contrasta di meno.
    Ciò non vuol dire che il terminale 3 sia più indicato del terminale 1 (o viceversa), in quanto il miglior terminale sarà quello più adeguato altezza dal fondo in cui mangiano i pesci in quella determinata circostanza

    1406742289.png

    (Scusa per l'orrendo disegno <xcalabria>x<)

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